Per il mondo medievale la permanenza di Cristo nella storia era un fatto: Cristo era realmente una presenza. Queste Laude sono il risultato di una semplicità, come virtù, che aderiva all’evidenza dello stupore che quell’Uomo destava.
Lo stupore che suscitava era come una promessa: una promessa di qualcosa di meglio, di più forte, di più vero, di più amoroso, di più compassionevole, di più veramente vita… era una promessa.
La vita umana non è dignitosa se non nasce nella consapevole relazione con il proprio destino, e perciò con Cristo, perché Cristo è il destino di ogni cosa. È da questa commossa consapevolezza che nascono le Laude.
Che non mi sia vetato lo tuo amore, in me non possa nulla ria indignanza. L’indignanza (cioè l’ignobiltà, la non dignità) è definita “ria”, colpevole, perché a noi è stato dato di conoscere il senso del nostro destino. È abolendo la “ria indignanza” che si rende possibile la nostra vita, che il suo amore, l’amore dell’Essere, il significato di cui tutto è costituito ci diventa familiare; e perciò diventa possibile il gusto del vivere, la certezza, la speranza, l’affezione a sé, agli altri, alle cose, al presente, al futuro.

Dall’introduzione di Luigi Giussani – estratto dal libretto incluso nel CD

  1. Troppo perde ’l tempo
  2. Da mi conforto, Dio
  3. Tutor dicendo
  4. Ben è crudel e spietoso
  5. Magdalena degna da laudare
  6. Ohimè lasso
  7. Plangiamo quel crudel basciare
  8. De la crudel morte del Cristo
  9. Voi ch’amate lo Criatore
  10. Sia laudato san Francesco
  11. Spiritu sancto, dolze amore
  12. Omne homo ad alta voce
  13. Jesu Cristo glorioso
  14. Laudamo la resurrezione
  15. Alta Trinità beata
  16. Amor dolze senza pare
  17. Spirito sancto glorioso

Coro di Comunione e Liberazione diretto da Pippo Molino

 

 

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