Il centenario dell’entrata nella Prima Guerra Mondiale dell’Italia costituisce un’occasione per una riflessione sul tema della guerra e dell’umanità dei popoli che vivono le guerre, in uno scenario mondiale che ne è segnato drammaticamente come quello odierno. Tra i tanti punti di vista con cui si può guardare questo evento vi sono i canti della Grande Guerra, che sono giunti a noi a testimonianza di un cuore più grande della guerra.

Nei canti, anche i più tristi e drammatici, non vi è traccia di recriminazione e di disperazione, ma anzi un senso di compassione e di speranza. In essi sentiamo vibrare nostalgia, malinconia, avvertita mancanza o lontananza di qualcosa o qualcuno che colmi il cuore umano. La semplicità delle esperienze umane consegnate ai canti più belli giunge a questo vertice di attesa, all’espressione del bisogno costitutivo del cuore umano. Nella dimensione musicale, il presentimento della reale profondità del desiderio umano e di una possibile pienezza si fa esperienza.

 

  1. Schneewalzer (R. Dionisi)
  2. Varda la luna (L. Pigarelli)
  3. Dov’è la mia Patria (L. Pigarelli)
  4. Era una notte che pioveva (L. Pigarelli)
  5. Bombardano Cortina (L. Pigarelli)
  6. L’artigliere (L. Pigarelli)
  7. Siamo partiti (R. Dionisi)
  8. Che cos’è? (S. Pedrotti)
  9. La si taglia i biondi capelli (R. Dionisi)
  10. Sui monti Scarpazi (A. Pedrotti)
  11. E col cifolo del vapore (L. Pigarelli)
  12. E Cadorna manda a dire (A. Mascagni)
  13. Stelutis alpinis (Zardini, arm. A. Pedrotti)
  14. Serafin (A. Benedetti Michelangeli)
  15. La mia bela la mi aspeta (A. Benedetti Michelangeli)
  16. Il testamento del capitano (L. Pigarelli)
ultima modifica: 2015-05-15T17:30:34+01:00 da Admin